Milano Fashion Week – PRADA POLITICA

Prada
Prada FW18

L’altra sera, in TV, guardavo un talk show a tema politico. Si discuteva di sicurezza citando un sondaggio, di alcuni giorni fa, secondo il quale il settanta per cento degli italiani, oggi, si sente insicuro. Nel 2003 era solo il cinquantatré per cento della popolazione a rispondere si” alla medesima indagine.

insicuro agg. e s. m. (f. –a) [comp. di in-2 e sicuro]. – Di persona, non sicuro o poco sicuro; che manca di sicurezza, di fiducia in sé stesso (come condizione abituale o occasionale): un uomo i.; essere, sentirsi i.; anche come sost.: è un i., perciò non riesce ad agire con prontezza. Per estens., che rivela insicurezza, indecisione, perplessità: carattere, temperamento i.; una risposta insicura. Con riferimento a cosa, e in partic. a una struttura, che non offre affidamento, sicurezza, stabilità: un ponte, un rifugio insicuro. Fonte Treccani

Insicurezza riferita ad un futuro incerto causato, perlopiù, dal lavoro precario che crea instabilità economica – personale, prima, e del paese, poi – generando notevoli difficoltà nella vita quotidiana. Insicurezza sul domani, su quel che accadrà da qui ai prossimi giorni e mesi e anni, a noi e al nostro piccolo mondo che tentiamo di costruire, affannosamente, mattone dopo mattone, gradino su gradino. Insicurezza nei confronti delle istituzioni percepite troppo lontane, troppo distanti, troppo avulse dalla realtà, troppo irreali. Insicurezza nel compiere le attività più banali della quotidianità – come prendere un autobus di sera, ad esempio, nelle strade di periferia buie e deserte, senza incappare in aggressori di qualunque specie, pronti a commettere qualsiasi crimine; come rincasare e sperare di ritrovare ogni singolo oggetto nel medesimo posto in cui lo si era lasciato poche ore prima perché nessuno ha violato quel posto sicuro che è casa; come viaggiare in metropolitana, all’ora di punta, senza il timore che possa succedere una delle peggiori sciagure. Insicurezza nel progettare: un matrimonio, un figlio, un’attività.

Più della metà degli italiani, nel 2018, si sente insicuro.

Mentre ascoltavo gli opinionisti dibattere sulla questione a suon di accuse reciproche da fazioni politiche confliggenti, ho pensato a Prada.

Ho pensato a Signora Miuccia e alla sua ultima collezione per l’autunno/inverno 2018. Alla [sua] Moda che risponde ad un’esigenza che alla Moda non compete: la sicurezza.

“My dream is for women to be able to go out in the street and not be afraid. I wanted to have the freedom exaggerated”. Miuccia Prada

 

Foto: Susie Lau via Instagram

Sicurezza e libertà. Due facce della stessa medaglia, per Miuccia Prada, che veste le [sue] donne di giubbotti imbottiti di luminosissimi neon. Catarifrangenti. Rassicuranti: morbidi e abbondanti cuscini di nylon che abbracciano il busto, squarciando il buio delle periferie. Avventurosa. Come un faro nella notte, la donna di Prada cammina nell’oscurità, risplendendo di luce propria. Indossa gilet fluorescenti rubati agli operatori della strada, con gonne a tubo e stivali wellington; veste le sottovesti di bacchette di paillettes nei colori delle galassie; copre gli abiti midi con avvolgenti bustier di lana in check maschili; applica dei dolci fiocchi di tulle sulle spalle dei cappotti oversize di nylon stampato; indossa i completi borghesi di bouclé e i pantaloni sportivi in tessuti tecnici; porta le ghette da neve – bianche, candide – e i sandali “flame” con calzettoni sportivi. Vaga per la città coperta dal lieve tulle nero disegnato di fiori al neon, con il badge distintivo appuntato sulla pettorina e la borsetta da sciura col logo: “Pra-da”.

Audace e romantica, libera sicura, la donna di Prada rivendica il suo diritto di vestire come vuole, senza paure e timori di essere violata nel buio dell’urbe. Vive l’incantesimo della notte, protetta dagli abiti che fungono da vere e proprie corazze che velano la femminilità, rivelando il lato femminile più forte. Mixa con giusto equilibrio l’ordinario e lo straordinario, il maschile e il femminile, il vecchio ed il nuovo, la libertà del vestire e l’esigenza di sentirsi al sicuro.

“Quando penso a una collezione fotografo un pensiero, un momento. Sono partita dall’idea della notte. Ho pensato ad una donna libera, forte e femminile.” Miuccia Prada

“Liberare” la donna, salvaguardarla dai pericoli della città di notte, rendendola invulnerabile. SicuraForteLibera. La Moda, per Miuccia Prada, diventa uno strumento per fornire risposte, lì dove la politica non arriva e le istituzioni non intervengono e la cronaca nera continua a registrare casi ed abusi nei confronti del “sesso debole” [come ci definiscono]. Così, il guardaroba espande i suoi orizzonti ed i vestiti diventano idee che costruiscono un ponte immaginario tra “sogno del superfluo” ed “esigenza reale”, tra l’arte dell’abbigliarsi e l’utilità degli abiti. La Moda [di Prada] scende dalla sua torre d’avorio – in questo caso, la Torre della Fondazione Prada dove si è tenuta la sfilata – per invadere la strada. E si fa umana. Reale. Concreta. Tangibile. Pratica.

Quanto è labile il confine tra artesocietà? Tra cultura e moda? Tra politica e moda? Quanto l’uno debba influenzare l’altro, e coadiuvare l’altro, e sostenere l’altro, in nome di un bene più grande: il benessere della collettività. Quanto l’unione di più settori può contribuire ad alleggerire quel copioso settanta per cento della popolazione che afferma, oggi, di non sentirsi sicuro o di sentirsi insicuro, per molti fattori che dipendono dai più disparati ambiti della vita [sociale, politico, economico, culturale]. Quanto il dialogo è importante ad abbattere le barriere e a tracciare nuovi orizzonti e a forgiare nuove idee che ci consentano di uscire da quel limbo di insicurezza nel quale ci muoviamo ogni giorno?

“Mi chiedo spesso dove può arrivare la moda che è sempre relegata al ruolo di Cenerentola e trattata con condiscendenza dal mondo della cultura. Avevo deciso di tenere separati arte e moda, ma io vivo dell’uno e dell’altro, la Fondazione vive del lavoro che facciamo nella moda… ho un po’ cambiato idea. E in ogni caso ora qui in questa torre non c’è arte. Quali sono i limiti della moda e ci sono dei limiti che la moda deve rispettare per affrontare i problemi sociali e politici? Può una stilista ricca affrontare i problemi sociali?” Miuccia Prada

 

Foto: Tommy Ton

Oggi è giornata di elezioni politiche. Noi Italiani siamo chiamati ad esercitare il nostro irrinunciabile diritto-dovere al voto scegliendo il partito o la coalizione che dovrà guidarci per i prossimi anni [si spera!] verso quella luce in fondo al tunnel [si auspica!] che invochiamo da troppo tempo. Ma io, sulla scheda elettorale, tra destra-sinistra e movimenti vari, vorrei barrare una X sul partito politico di Signora Miuccia Prada. E, forse, quel settanta per cento della popolazione che aveva affermato di sentirsi insicuro, oggi, potrebbe iniziare a cambiare idea. Forse!

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