Milano Fashion Week – ALLA RICERCA DELLA PERSONALITÀ [ALBERTA FERRETTI, GUCCI, N.21, MAX MARA, VERSACE]

MFW - personalità
Foto: Sonny Vandevelde (N.21 e Gucci), Max Mara, Vogue Runway (Versace e Alberta Ferretti). Collage by me.

“Women today have changed, and fashion needs to speak in a different way. It shouldn’t be so correct, it should show personality.” Alberta Ferretti

Personalità. Tutto quello di cui abbiamo bisogno, oggigiorno, è la personalità. Nella vita, come nella moda, che si adatta e si conforma e traduce in stile le richieste della vita.

Personalità nell’esprimere il proprio <io> liberamente, coraggiosamente, incuranti dei diktat della società, del pensiero degli altri, degli stilemi del passato. Personalità che vuol dire scegliere di mostrarsi così come si è, con i pregi ed i difetti che ad ogni donna appartengono. Personalità che significa cambiare, aggiornarsi, stare al passo con i tempi, seguire l’incessante evolversi delle mode e dei costumi e cavalcarne le onde frenetiche per raggiungere nuovi orizzonti.

Personalità che deve rispondere alle esigenze della donna di oggi, per Alberta Ferretti: una donna nuova, libera, liberata. Una donna che dimentica i volumi lievi dello chiffon e del tulle e si veste di denim. Pesante, protettivo – come una corazza con cui salvaguardare il corpo. E le gonne longuette svolazzanti – un classico di AF – cedono il posto alle jumpsuit di jeans, con le spalle tempestate di borchie, portate con stivali fino alle ginocchia e cappelli texani. Il caro vecchio selvaggio West che si innesta nel guardaroba della dolce giovane donna meneghina che riesuma gli anni Ottanta e li indossa, oggi, in bluse con le spalline pronunciate, carrot pants à la Yves Saint Laurent, cinture maxi che cingono la vita disegnando la silhouette. Il denim e le paillettes, due opposti che si attraggono, come lo spirito selvaggio e l’indole romantica, il fascino retrò e la voglia di nuovo: “Per me, alla fine, l’importante è non esagerare con gli abiti ma fornire una sorta di equilibrio”, rivela Alberta Ferretti a D Repubblica. “Non chiedetemi trend precisi. Perché le donne non vogliono essere omologate”. Le donne, oggi, vogliono sentirsi libere di esprime la loro variegata, multietnica, personalità.

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Personalità che assume i connotati del caos per Gucci by Alessandro Michele: disordine, confusione, commistione, note dissonanti di spartiti diversi. Un tavolo chirurgico come metafora perfetta del processo creativo di uno stilista. Un tavolo operatorio sul quale tagliare stoffe e assemblare abiti e aggiungere orpelli e abbinare scarpe e borse a creare un’idea di moda che prescinde da qualsiasi tendenza, che non rientra sotto il nome preciso di uno stile. “Ho voluto i tavoli operatori perché per me rappresentano alla perfezione l’atto creativo di inventare delle possibilità. Il mio e quello di tutti è un lavoro da chirurghi. Ritagliamo, riassembliamo e sperimentiamo le nostre personalità come su un tavolo operatorio. Il mio luogo creativo, poi, è in apparenza identico alla sala operatoria perché rappresenta l’ordine nella confusione totale del corpo, dei tessuti, degli strumenti”. La moda si evolve, si adatta, si conforma alla personalità: crea ibridi da portare a spasso – come quelle teste mozzate e quei cuccioli di drago che accompagnano le modelle sulla passerella. A ciascuno il suo [abito] che è unico, inedito, diverso dall’altro: è personale. È Gucci by Alessandro Michele, nella sua accezione più eclettica. Stravagante. Extra-vagante.

GUCCI

Personalità per Alessandro dell’Acqua è una majorette vestita di paillettes e Swarovski, di flanella e vinile; di tailleur sportivi portati a nudo e gonne a tubo di pelle lucida, di slip dress midi e brevi abiti castigati. La donna di N°21 mixa lo spirito borghese al casual-wear dei cowboy americani – ensemble di tweed bon ton e camicie a quadrettoni; decorativismo e minimalismo; tinte calde e accenti fluo; tessuti leggeri e volumi strutturati; romanticismo e cruda realtà. Gli antipodi che si avvicinano, gli opposti che si attraggono, gli stili che si contaminano nel segno di quel filo conduttore che accomuna la Milano di Moda, oggi: la personalità.

N21

Indole romantica e spirito selvaggio: la personalità per Max Mara è la giungla impiantata nell’urbe, la stampa animalier che veste il cappotto 101801, il dolce rosa che dipinge il teddy bear, il volto di Marilyn Monroe disegnato su una t-shirt nera. È un dialogo costante tra ieri e oggi, tra femminilità e femminismo, tra il punk inglese e i salotti milanesi. È un plaid di lana tartan che si trasforma in una maxi gonna abbondante, e un leggings nero fasciante portato sotto un capospalla dal taglio sartoriale e rosa; è la ragazzina che si veste da donna e una donna “affermata” che recupera la sua versione più giovane. È la scoperta di una personalità più audace, grintosa, ribelle, che fonde due epoche, due culture, due mondi.

MM FW18

“Ho messo in scena una moda che permette alle donne di essere quello che vogliono essere senza limiti, tabù o cliché. In un certo senso, c’è un’ironia di fondo perché per abbattere un archetipo devi saperlo vivere e forse vestire con umorismo. Del resto, noi donne siamo abituate a cambiare molto più degli uomini. E io voglio proprio vestire le donne che vogliono cambiare. Perché questo è Versace: l’abito dello spettacolo di sé, l’abito della forza.” Nuovo e vecchio, Gianni e Donatella Versace, caratteri diversi e personalità diverse, un clash culturale e generazionale prende vita sulla passerella di Versace. Il punk e il rock, il barocco ed il minimalismo, i micro abiti di pelle strizzati da maxi cinture con fibbia dorata e le grandi gonne in patchwork di stampe, i cuissardes decorati di frange multicolori e i midi dress minimali di seta. L’uno e l’altro, l’io e il diverso, diventano i protagonisti di un incontro-scontro dal quale emerge una donna nuova, moderna, inedita, differente: una donna con le sue molteplici personalità!

VERSACE

Foto: Vogue Runway (Alberta Ferretti, N.21, Max Mara, Versace); Love Magazine (Alberta Ferretti); Sonny Photos (Gucci, N.21); Tommy Ton (Gucci). Collage realizzati da me.

 

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