FRAGILE E OPULENTA, BALLERINA IN VALENTINO

Valentino by Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli Autunno-Inverno 2016
Valentino by Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli Autunno-Inverno 2016 

Una sala buia. Cupa. Il pianoforte inizia ad emettere dolci note. Musica dal vivo, come in una rappresentazione teatrale. Una fanciulla dal portamento regale emerge come un ombra. Chignon composto, viso nudo e truccato. La camicia bianca immacolata lasciata cadere lungo i fianchi, il maglione a collo alto, un nastro annodato in vita, la gonna di tulle, gli anfibi e il lungo cappotto nero che protegge il delicato velo. Una ballerina prima del suo ingresso sul proscenio, coperta per non prendere freddo ma pronta a sfoggiare il suo tutù. Un abito fluido e scuro, di quelli che si usano in sala prove; una gonna plissettata e nera per testare l’effetto che farà quando dovrà volteggiare su se stessa in complicate pirouettes; un cigno nero indossa già il suo bustier dress allungato, leggings sulle gambe e stivali ai piedi. Nero, dark. Come il terribile incantesimo che ha trasformato Odette in quell’animale dalle piume bianche. E punk, l’animo ribelle di una fanciulla che mitiga il rigore della danza con il fascino da teppista: tasselli di pelle assemblati sulla gonna al polpaccio. image image imageimage

Delicatamente si sveste, la danzatrice. Abbandona la sala prove, recuperando la compostezza che al balletto si richiede. Le scarpette da punta ai piedi e una luce nuova sul corpo. Il cigno assume le sembianze umane e gli abiti si fanno limpidi e romantici. Blush e beige e cipria. Odette si mostra al principe Siegfried e Cupido scocca il suo dardo. Luce, come quella degli amanti feriti dalla freccia dell’amore. Un abito sottoveste si copre di pizzo, le balze di chiffon fluttuano nell’aria, le linee lunghe e morbide di una tunica sfiorano il suolo. Rilassate, come la regina che sta per essere salvata dal suo principe dall’incantesimo che la imprigiona nelle sembianze del pennuto. Intricate, di quelle storie affascinanti e complicate e impossibili e osteggiate. Il jersey drappeggia il corpo esile della ballerina e si arriccia sulla vita e scopre le spalle mentre il velluto si tinge di giallo chartreuse e verde oliva e gli abiti si compongono di strati e le gambe mai nude. Semplicità complessa, di quei momenti in cui l’ansia sale e con essa la tensione e lo spettacolo – quello vero – che sta per iniziare. imageimage image image image image

La musica si fa più intensa, la sala è piena, la danzatrice appare sul palco coperta di piume bianche e candide. Odette e Odile, cigno bianco e cigno nero. Gli abiti come delicati tutù che si muovono leggiadri sulla passerella: volants aggrovigliati sul velo nero, il collo di foglie di tulle, la cascata di jais accende uno slip dress di cristallo e le frange delicate seguono i movimenti dolci e ritmati della danzatrice. Il corpo di ballo esegue una variazione complicata mentre i glitter cadono a pioggia sul palco e sporcano gli abiti sottoveste, nudi e gonfi. Una nuvola di finissimo tulle zuccherato chiude il sipario. Fragile e opulenta. Lussuosa, di quel tessuto prezioso che si riserva ai capi più raffinati. Lieve come la danzatrice che si alza sulle punte e spicca il volo senza mostrare alcun segno di fatica. Rilassata, di quel linguaggio che Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli non smettono di tradurre in opere d’arte che i più scettici chiamerebbero vestiti. Impalpabile magia, quella della danza che fa sognare e commuove. Quella di Odette che in questa strana rappresentazione del Lago dei Cigni non muore ma vive in elaborati abiti che accendono il finale di evanescente nudità mai svestita. Regale, una dea scesa in terra senza confondersi con gli umani.

La libertà di muoversi e di vivere e di sognare della fragile e opulenta ballerina di Valentino. Fantasia e meraviglia. Emozioni! image image image image image image image image image image

Questo è uno dei motivi per cui ho sempre sognato di essere una ballerina: per la grazia che a queste fanciulle appartiene; per i tutù che in fondo sono una romantica nell’anima; per la leggiadria e la compostezza che accompagna ogni movimento; per l’aura regale che solo le ballerine sanno esprimere. Amore puro!image

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