LE SFILATE IN DIRETTA STREAMING – DAY 4 (PE 2016)

Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016

Quarto giorno di Settimana della Moda di Milano all’insegna della noia – profonda e annoiata noia. Sarà che è sabato e siamo tutti un po’ stanchi, sarà che una giornata di pausa è sempre la miglior soluzione al ribaltone che domani (cioè oggi) arriverà. Sarà che avevamo iniziato con i fuochi d’artificio di Gucci che forse sarebbero stati più appropriati nella giornata finale che almeno non saremmo stati distratti continuamente e ininterrottamente dagli abiti trompe-l’œuil e quelle balze in più toni di rosa. Ma è quasi domenica e manca pochissimo allo show di Dolce & Gabbana, il più atteso dell’intera fashion week insieme a Prada. Quindi per oggi il resumé sarà molto – molto – breve, ridotto a quei pochissimi momenti che hanno catturato la mia attenzione.

La moda deve suscitare emozioni e per farlo ha bisogno dell’eccesso: è questo il sunto della visione di Antonio Marras che riesce a strafare con gusto e senza il rischio di scadere nel troppo che diventa ridicolo.  Un viaggio tra odalische con corone di trecce e tiare di macramé, vestite di broccati d’ottone, abiti vaporosi di morbido tulle e d’organza, volumi allungati del pizzo sangallo che sfiora il polpaccio, sovrapposizioni, tagli diagonali, righe dorate e jacquard floreale azzurro-rosso-arancio. È sovraccarico, è ricco, è arabeggiante ma così terribilmente giusto che non si può non desiderarlo.

Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016
Antonio Marras primavera-estate 2016

Un timido raggio di sole ed è subito voglia di aria fresca e gita fuori porta e vacanze sullo yacht della moglie del magnate e serate di gala a cui partecipare. Verrebbe da chiedersi cosa indossare e la risposta è più che ovvia: Bottega Veneta. Perché Tomas Maier per la primavera-estate 2016 ha pensato a tutto: dai tracksuit ai costumi in leopardo, dagli abiti da passeggio che sovrappongono il pizzo al tweed e alla seta fino all’eveningwear. Tutto reso con tagli sportivi e volumi rilassati e slippers e sandali rigorosamente piatti. Anche il lungo abito da sera si veste di cotone tecnico (lèggere alla voce poliestere – non quello di Zara) in uno sfacciato ed elegante punto di viola, ricoperto di decori preziosi (fil rouge dell’intera collezione) e sorretto al collo da una corda da trekking. La collezione perfetta per l’annoiata moglie straricca, dotata di un patrimonio illimitato (del marito) da spendere.

Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016
Bottega Veneta primavera-estate 2016

Debutto per Daizy Shely con colore e piume e stupende lunghe gonne arcobaleno. Velluto misto a organza in toni oliva o bianco candido e minimale per Gabriele Colangelo. Trasparenze black and white, femminili e romantiche per Aquilano.Rimondi. Eleganza femminile si alterna a tagli maschili per Ermanno Scervino: le gonne a tubo si abbinano a shirt in raso, i cocktail dress si tingono di rosa o di nuance argentee, i cappotti sono realizzati in trame di pizzo operato. Minimalismo da Jil Sander dove togliere sembra essere l’unico obiettivo per la primavera-estate 2016: linee dritte, volumi scarni e tagli chirurgici modellano il bianco e nero ed un essenziale trench in pelle giallo.

Le onde del mare si tingono di colori fluo per Dsquared2: i costumi si indossano con culotte pants sartoriali, gli abiti sono striminziti e coperti da lunghe e fluttuanti gonne pareo in chiffon, i sandali altissimi e chiusi da listini scoobydoo, mentre Alessandra Ambrosio continua ad avere gambe mozzafiato e a dominare le passerelle.

Nota a margine. Roberto Cavalli by Peter Dundas e una sola parola mi esce spontanea dalla bocca: coatta. Una donna che gli abitanti di Roma centro non avrebbero problemi a definirla di borgata con tono spocchioso. Una donna che si ispira alla strada e indossa il denim slavato e romantico in pink degradé, ankle boots in candy colors e T-shirt oversize. E questo sarebbe il lato positivo perché poi, quella donna, copre abiti di pelle striminziti con gonne con strascico a stampa leone e contornate di ruches, indossa minidress bondage con strisce annodate sul fianco e mescola monospalla succinti riemersi dagli anni Ottanta a enormi balze di ispirazione boho. Sa poco di street e molto di pacchiano.

Foto: Vogue Runway, The Cut, CRFashionBook, WWD

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