AAA VOGLIA DI RICOMINCIARE CERCASI

Natalie Portmann in Prada, Harper's Bazaar US
Natalie Portman in Prada, Harper’s Bazaar US

Quindici giorni di pausa. Wow! Quest’anno ho battuto ogni record. Più dei sette giorni del duemilaquattordici, più dei dieci di due anni fa, più della media delle ultime estati. Quindici giorni di letture distesa sul sofà nelle grinfie dell’afa asfissiante che mi fa godere immensamente del caldo. E questa è una delle cose più belle dell’essere nata a metà agosto: non temi le temperature torride, anzi le combatti con docce di sole rigorosamente in penombra e condizionatori spenti durante la giornata (con malcelato dissenso di chi condivide la stanza). Ma adesso è tutto finito. È ora di ricominciare. Con ritmi placati che si sa dopo le vacanze siamo tutti delle macchine diesel che ci mettono un po’ a carburare. Io ci impiego molto più degli altri e questo non è un bene. Assolutamente.
Devo riavviare almeno tre volte la sveglia prima di rotolare giù dal letto; controllo un numero di volte che definirei infinito il carrello virtuale prima di finalizzare l’acquisto e magari quando mi decido a comprare mi accorgo anche che dei due vestiti, uno è esaurito; ci impiego qualche minuto (e anche qualche secondo in più) prima di scegliere i gusti del gelato, il panino da McDonald’s, il piatto di pasta del giorno e poi acqua o Coca Cola zero? Che scelta ardua! Per scegliere il colore della mia prima auto ci son volute quattro visite all’autosalone, un bel po’ di ricerche sulle tendenze in fatto di tinte per auto, qualche giro di prova per testare se ero più tipo da macchina bianca o nera, la consultazione di qualche tarocco che si è rivelato farlocco, per poi puntare sull’ebano perché faceva pendant con i miei occhi. Tra quel vecchio filo bianco che non è di GBV e lo shatush che mi ha reso semi-bionda solo una settimana fa, sono passati mesi fatti di proposte del parrucchiere di fiducia e ripensamenti e idee mutate con la stessa velocità con cui digito le 16 cifre della carta prepagata (e ormai le conosco meglio del mio codice fiscale!). Per convincermi che le scarpe a punta non erano poi così male, ci son voluti due anni – salvo notare che Miuccia era già tornata alle mary-jane squadrate e via di nuova opera di “convincimento”. Se sia pura indecisione o più semplicemente carburatore guasto sto ancora tentando di scoprirlo, eppure anche questa volta ce l’ho fatta.
Ho aperto il primo manuale di diritto solo dopo aver ingurgitato una moka intera di caffeina (che al paesello il caffè si produce con rituali antichi che esulano dal semplice: prendi una capsula, scegli la tazzina, pigia il bottone sulla macchinetta). Un piccolo tour su Instagram, uno sguardo veloce all’home page di Vogue e la lettura dell’oroscopo che senza non potrei iniziare una giornata, figuriamoci le prime ore post-rientro (cioè post-nuovo-inizio perché quest’anno di valigie e partenze non ne ho sentito neppure l’odore – almeno per l’estate!). Una prima ora filata liscia liscia come una sfilata di Valentino in cui non ci sono sorprese inaspettate, solo magia e stupore (cioè solo princìpi e norme, dai manuali di diritto non puoi avere null’altro). Sessanta minuti, e altri ancora, e un giro completo delle lancette fino all’hora sexta, ed ecco che l’incantesimo inizia a dissolversi. Le certezze crollano e quella che avrebbe dovuto essere una proficua e intensa mattinata di studio si è trasformata in una utilissima pausa meditazione in vista della prossima stagione autunnale. Complice il venticello tiepido che filtrava dalla finestra dimenticata aperta, il colonnello di cui non ricordo il nome che annunciava l’arrivo della perturbazione da qualche paese artico, i nuovi editoriali di moda e le September issue (il male assoluto) e la mia già flebile concentrazione ha ricevuto il colpo di grazia. Stoccata finale senza possibilità di rimonta.
La moda ha vinto sul diritto, per l’ennesima volta. E Prada ha nuovamente conquistato il mio cuore a tocchi di rosa timido del tubino pinzato sotto il seno, incrostato di cristalli, scolpito da fiocchi tagliati a vivo e cuciti a tutta lunghezza. Senza tralasciare quell’allure bon ton ma contemporanea che piace tanto a Miuccia, e molto più a me. E se già dal lontano giovedì di metà febbraio era stato amore a prima vista, adesso che è diventato l’IT-dress stampato a tutta pagina in ogni pubblicazione fashion del globo, quello che inizialmente era amore si è trasformato in passione, ossessione, desiderio – ancora uno da aggiungere alla wishlist infinita di sogni inaccessibili.
Libri chiusi, occhi aperti e un nuovo obiettivo: scovare il perfetto abito rosa, molto cheap, poco Prada.

Cara Delevingne in Vogue US
Cara Delevingne in Vogue US
Glamour Italia
Glamour Italia
Gigi Hadid in W Magazine
Gigi Hadid in W Magazine
Elle US
Elle US
Katy Perry in Vogue Japan
Katy Perry in Vogue Japan
La versione vagamente Prada gentilmente offerta da Zara (€ 49,95 - provato in negozio due mesi fa e se come me non siete di seno dotate, distogliete lo sguardo: questo vestito non fa per voi. A meno che vi troviate una brava sarta che sappia sistemare le alette che sbeccano sotto le braccia)
L’unica versione low cost vagamente Prada, gentilmente offerta da Zara (€ 49,95 – provato in negozio due mesi fa e se come me non siete di seno dotate, distogliete lo sguardo: questo vestito non fa per voi. A meno che vi troviate una brava sarta che sappia sistemare le alette che sbeccano sotto le braccia)
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...