UN GIORNO DA RICORDARE

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Piccione.Piccione, vincitore Who is on next? decima edizione

Primo giorno di vacanza. Malinconia. Eppure non dovrebbe essere così. Dovrei festeggiare, ordinare fiumi di champagne per aver archiviato l’annosa pratica che prende il nome di diritto processuale civile – croce e delizia dei futuri giuristi. Potrei dedicarmi allo shopping estivo e rievocare i bei tempi andati, quando varcavo le porte di vetro di Palazzo Bocconi non meno di due volte a settimana e invece son mesi ormai che non porto a casa un misero pezzettino in 100% poliestere firmato Zara. Potrei crogiolarmi al sole e combattere l’afa sorseggiando succhi alla pesca e granite ghiacciate all’ombra di un arbusto nel bel mezzo del giardino improvvisato in terrazza. Dovrei prenotare l’hotel per un viaggetto a Milano con annessa visita all’Armani Silos e pure all’Expo già che ci siamo. E invece, niente. Malinconia. Che se solo potessi tornare ad un anno fa, a quel lunedì quattordici luglio, a quel giorno memorabile a due metri dalla biondissima Franca Sozzani, in coda all’entrata subito dopo Silvia Venturini Fendi, in seconda fila dietro la banana di Suzy Menkes e il cappello gigante di quella graziosa signora vestita Ferragamo. Ah se solo potessi rivivere quel giorno e i momenti precedenti e l’ansia da prestazione che mi assale ogniqualvolta mi trovo ad affrontare una nuova avventura. Ah che esperienza! Che definirla indimenticabile sarebbe troppo riduttivo. Perché ero li dove avevo sempre voluto essere e dove vorrei ancora continuare ad essere. Circondata dall’élite della moda, che è vero mancavano i nomi blasonati e altisonanti del fashion system ma l’intero team di Vogue Italia era li, nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, a premiare il talento e la creatività dei giovani designers. E c’era il mio nome scritto a chiare lettere nella lista riservata a Vogue, con un posto standing che poco prima che si spegnessero le luci è stato trasformato in un comodissimo e strettissimo cantuccio in second row con vista backstage che potevo ammirare le modelle alle prese con l’ultima passata di cipria prima di salire in passerella. E c’erano le mie occhiaie in bella vista e il mio outfit meditato e totalmente sbagliato perché il meteo prevedeva diluvio universale – ma afa fu – e Roma con la pioggia e tre cambi di mezzi pubblici e ottocento metri a piedi su una strada con marciapiede minuscolo non sono raccomandabili per una povera illusa e sognante ragazza che assiste alla sua prima sfilata in total look Zara. E c’erano i talenti, quelli veri. Quelli che ancora non hanno trovato la loro dimensione ma hanno imboccato la strada giusta che prima o poi li porterà al successo. C’erano i sacrifici e l’impegno e la tenacia e la costanza. C’erano i sogni inseguiti e forse raggiunti di chi ha scommesso tutto su quell’arte che è la Moda. C’era il Made in Italy che se c’è una cosa che nessuno ci potrà mai togliere o copiare è l’artigianalità tutta italiana. E c’ero io che osservavo tutto con il timore reverenziale che si riserva alle cose belle, stupende, inaspettate. A quelle che ti emozionano e ti fanno scoppiare l’anima di felicità. Con il cuore sospeso in quel limbo di incredulità mista a stupore che vorresti non svanisse mai. C’ero io che pregavo che i secondi diventassero minuti e i minuti ore fino a dilatarsi in giorni pur di continuare a vivere quel sogno. Il mio sogno. Quello che di nuovo, grazie a Vogue Italia, è diventato realtà. E poco importa se l’illusione è durata due giri completi sul quadrante di un orologio e il traffico capitolino ha rotto quell’incantesimo indimenticabile che è stato Who is on next? alla sua decima edizione. Quel quattordici luglio, per me, sarà sempre un giorno speciale. Irripetibile. Indimenticabile.

E intanto ieri si è svolta l’undicesima edizione di Who is on next? che ha premiato tre young designers: per il womenswear il britannico Lee Wood di L72; per gli accessori Nicolò Beretta di Giannico (scarpe) e Carol Oyekunle di Lolita Lorenzo (borse).

L72: silhouette anni Cinquanta rivisitata in chiave moderna e sportiva
Giannico: originalità e un pizzico di sana ironia
Giannico: originalità e un pizzico di sana ironia
Lolita Lorenzo: tradizione africana e design "occidentale"
Lolita Lorenzo: tradizione africana e design “occidentale”
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