UNA CORSA AL MET GALA

Kerry Washington in Prada
Kerry Washington in Prada

 

Lo confesso: questa notte non ho dormito. Un po’ per la solita sveglia che suona prima dell’alba e che mi fa salire l’insonnia al solo nominarla, ma molto perché ieri era LA serata. Quella che nella moda si aspetta per un anno intero e che l’outfit si pianifica dieci mesi prima e la preparazione inizia alle nove del mattino. Perché non ammette errori e passi falsi – consentiti a piccole dosi sugli altri red carpet – né imprecisioni, sbavature, cadute di stile e scivoloni. Il Met Gala è l’Evento, di quelli che non hanno bisogno di presentazioni e che richiedono la maiuscola per la sola portata mondiale che riescono ad ottenere. Più dell’Expo, più degli Oscars, più di una sfilata di haute couture. Il primo lunedì di maggio, gli occhi sono tutti puntati su New York e la scalinata del Metropolitan Museum of Art e sul vaso di Pandora che fa da preambolo a “China: through the Looking Glass”.

Così, dopo una notte in bianco e una corsa all’ultimo feed, ho giusto venti minuti, prima di ricominciare a prendere appunti, per apprezzare, criticare, fantasticare, sull’élite modaiola e le loro proposte. Che se proprio vogliamo essere sincere, e se proprio dovevano stupire, di effetti speciali ce ne sono stati ben pochi. Perché dopo Sarah Jessica Parker che si presenta con la testa da moicano e maxi abito stampato e cuissardes scozzesi per il tema punk e dopo la stessa SJP che per celebrare la couture si fa disegnare ed autografare con tanto di inchiostro rosso un abito black and white di Oscar de la Renta da Mr. de la Renta in persona, uno si aspetta cheongsam e changsam riletti in chiave sartoriale e custom-made. E invece niente. O meglio poco. Molto rosso e raso e tanti fiori e qualche decorazione e troppi nudi e la sola Rihanna coperta con il giallo che, della Cina, è la naturale presentazione. Tralasciando le top model che dovrebbero assumere delle stylist che le coprano con un po’ più di stoffa che tanto i loro fisici li conosciamo fin troppo bene. Dimenticando Beyoncé in Givenchy che è arrivata con due ore di ritardo presentandosi poco meno che nuda con un Jay-Z imbarazzato, che sarà pure Queen Be ma in questa occasione sembrava la sorellastra mal (e poco) vestita di Cenerentola. Omettendo Kim Kardashian (in Roberto Cavalli by Peter Dundas) e J.Lo (Atelier Versace) di piume e cristalli e trasparenze svestite che poi Kim ha anche copiato il look a Cher e il sedere in bella mostra a Queen Be. Perdonando Anna Wintour che di cambiare stile e stilista non ne sente il bisogno e continua a riproporre, ogni anno, lo stesso modello dello stesso abito tempestato di paillette di Chanel haute couture con gli stessi sandali di Manolo Blahnik alternando i colori e i fiori, ma lei è la papessa della moda e tutto può. Apprezzando il tulle gonfio e vaporoso che agli occhi fa sempre bene e che rosso su tappeto rosso è ancor meglio. Tacciando come fuori tema quasi tutte quelle vestite Dolce&Gabbana Alta Moda che si sa che ho un debole (molto poco flebile) per Domenico e Stefano ma al Met a tema Cina Tabitha Simmons e Karen Elson sembravano pronte per la Francia di Marie Antoinette. Osannando i designers italiani che Miuccia e Riccardo Tisci e Maria Grazia & Pierpaolo e Alberta Ferretti ci fanno fare sempre un’ottima figura di fronte al mondo che poi di Prada ho amato tutti e tre i look sfoggiati da Emily Blunt, Olivia Wilde, Kerry Washington (pazzesca in rosa). Criticando Dakota Johnson in abito metallico couture di Chanel eccessivamente corto per il Met ma con clutch-bambolina ironicamente perfetta. Domandandomi perché Bee Shaffer debba esserci sempre, ogni anno, senza ricoprire nessun ruolo fashion se non quello di figlia di mamma Wintour. Rimpiangendo Carine Roitfeld in felpa Bambi di Givenchy e Anna dello Russo in smoking e Giovanna Battaglia in acconciature strabilianti che se mancano loro, il Gala non è la stessa cosa. Ecco, ho esaurito i miei venti minuti e faccio appena in tempo a postare i miei outfit preferiti.

Sarah Jessica Parker in abito monospalla H&M e cappello-scultura Philipp Treacy
Sarah Jessica Parker in abito monospalla H&M e cappello-scultura Philip Treacy: Carrie Bradshaw è tornata tra noi
Poppa Delevingne di fiori vestita in Marchesa
Poppy Delevingne di fiori vestita in Marchesa: poco China ma molto bucolica
I Clooney
Mr. e Mrs. Clooney: Amal in Maison Margiela by John Galliano (siamo sicuri che Signora Clooney sia un avvocato e non una stylist navigata travestita da giurista?)
Bee Shaffer in Alexander McQueen, sarà raccomandata ma almeno si sa vestire
Bee Shaffer in Alexander McQueen: sarà raccomandata ma almeno si sa vestire
Olivia Wilde in Prada: wowww!
Olivia Wilde in Prada: wowww! (la coda rossa sullo sfondo è di Zendaya in Fausto Puglisi)
Alexa Chung in Erdem: per una volta vestita da donna ma che fine hanno fatto frangia e capelli?
Alexa Chung in Erdem: per una volta vestita da donna ma che fine hanno fatto frangia e capelli?
Georgia May Jagger in Gucci: giusta anche senza sorriso sulle labbra
Georgia May Jagger in Gucci: giusta anche senza sorriso sulle labbra
Grace Coddington in Michael Kors pajama: dove devo firmare per invecchiare come lei?
Grace Coddington in Michael Kors pajama: dove devo firmare per invecchiare come lei?
Zang Ziyi in Carolina Herrera: graziosa cinese americanizzata
Zang Ziyi in Carolina Herrera: graziosa cinese americanizzata
Joshua Jackson in Alexander McQueen e Diane Kruger in Chanel Haute Couture: ok, Diane ha toppato (forse la prima défaillance sul red carpet da quando ha iniziato a calpestare tappeti rossi) ma quanto sono adorabili!
Joshua Jackson in Alexander McQueen e Diane Kruger in Chanel Haute Couture: ok, Diane ha toppato (forse la prima défaillance sul red carpet da quando ha iniziato a calpestare tappeti rossi) ma quanto sono adorabili! Bello comunque il beauty look
Julianne Moore in Givenchy by Riccardo Tisci e designer: Riccardo non dovevi passare a prendere anche me?
Julianne Moore in Givenchy by Riccardo Tisci e designer: Riccardo non dovevi passare a prendere anche me? Julianne, potevi fare di meglio
Allison Williams in custom Giambattista Valli Haute Couture: posso affogare in quella nuvola di tulle?
Allison Williams in custom Giambattista Valli Haute Couture: posso affogare in quella nuvola di tulle straordinariamente attraente? Ma intendo proprio annegare, seppellirmi, rotolarmi, sommergermi, cullarmi in quel potente e leggerissimo rubino. Giamba, come dire, credo di amarti. Anzi, ne sono certa: “I love you!”.
Nota a margine. Karen Elson in Dolce&Gabbana Alta Moda è sicuramente fuori tema ma non posso non apprezzare quella gabbietta dorata e la gonna effetto "soufflé" in tulle
Nota a margine. Karen Elson in Dolce&Gabbana Alta Moda è sicuramente fuori tema ma non posso non apprezzare quella gabbietta dorata e la gonna effetto “soufflé” in tulle e la corona in testa. Da notare anche Suzy Menkes sulla destra in perfetto outfit chinese-inspired

Ops! Avevo dimenticato di pubblicare il post.

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