BOA SORTE, GISELE!

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Allora, sono le 15:37 e devo ancora rassettare casa, sistemare la cucina e magari anche pranzare, leggere e sottolineare e ripetere almeno due capitoli e tre dispense, e sono ancora seduta sul sofà a sorseggiare caffè senza neppure aver mangiato. E certo, un toast alle otto del mattino non è abbastanza, anzi. Però ho già fatto la spesa e trascorso l’intera mattinata a riempire carrelli (stavolta non virtuali) tra il supermercato e il fruttivendolo, che quando mia madre mi manda in esplorazione, i risultati non sono mai dei migliori. Perché lei ha troppe pretese ed io troppo poco tempo e “di fragole scegli quelle piccole che a tua sorella le altre non piacciono però prendi due vaschette delle grandi che mi servono per il dolce, e ricordati l’insalata, e le banane non troppo mature, mi raccomando!” e altri tre post-it di indicazioni per gli acquisti come se fosse la prima volta che riempio il frigorifero di casa. E così, tra metti nei sacchetti e carica in macchina e sistema la spesa, ho buttato via un’intera mattinata senza poi concludere nulla. Però ho pensato a Gisele Bündchen che due giorni fa e dopo venti anni ha detto addio alle passerelle per dedicarsi alla famiglia e diventare, anche lei come noi, una casalinga forse un po’ meno disperata.

“I’m grateful that at 14, I was given the opportunity to start this journey. Today after 20 years in the industry, it is a privilege to be doing my last fashion show by choice and yet still be working in other facets of the business.” GB

Ecco Gisele, ma sei proprio sicura di voler appendere i tacchi al chiodo? Di rinunciare alle passerelle? Di non diffondere un po’ di bellezza mista a grinta sensuale e travolgente nelle fashion weeks che verranno? Davvero, Gisele, non vuoi ripensarci? Guarda che la vita da casalinga non è bella. E si, tu continuerai a lavorare nella moda. Indosserai abiti haute couture con semplici giacche di jeans. Scapperai per le vie di New York per raggiungere l’amour, in Chanel. Poserai davanti l’obiettivo attento di Patrick Demarchelier per l’ennesima cover e mangerai spaghetti in T-shirt e shorts sulle pagine di qualche rivista. Salterai in bikini su una spiaggia di San Paolo. Reciterai la parte della diva in una suite del Ritz e ti farai massaggiare in un editoriale di Vogue. Poi praticherai qualsiasi sport contribuisca a far morire d’invidia l’intero universo femminile perché dovrai pur mantenere quello stacco di coscia che ti ha resa famosa. Di certo non finirai come gli atleti, che tolti gli scarpini lievitano come l’impasto della pizza lasciato a riposare qualche ora. Forse inizierai una dieta macrobiotica o diventerai vegana o vegetariana o sposerai qualche strana filosofia privativa culinaria. Scorrazzerai la prole in giro per il mondo. Seguirai Brady allo stadio e sarai la leader delle Vags rubando lo scettro a Miss Beckham. Sosterrai qualche campagna benefica. Parteciperai al Met Ball e occuperai il tuo meritato posto nel front row da Alexander Wang. Magari ti scoprirai tu stessa fotografa, stylist, designer. Firmerai collaborazioni con brands di moda. Istituirai una scuola di modelle per insegnare alle nuove leve la difficile professione della mannequin. Ma non sfilerai più. Hai scelto di ascoltare il tuo corpo che ti chiedeva di fermarti. Hai deciso di dedicarti alla famiglia ed essere moglie e madre e sarai anche tu una casalinga (o una versione extra-lusso da 47 milioni di dollari in un anno). Come tutte noi comuni mortali che pur avendo un’occupazione più o meno stabile o rientrando nelle categorie studentesse e disoccupate, dobbiamo comunque dedicarci al focolare. E certo, tu Gisele, i vetri li farai pulire alla domestica; il pranzo lo delegherai allo chef; le lavatrici le lascerai all’addetta alla lavanderia. E avrai due tate, tre cuochi, dieci collaboratori e molti camerieri. E porterai i bambini a scuola provocando qualche attacco di bile alle mamme dei compagni dei tuoi figli; potrai regalarti un bagno rilassato e cospargerti il corpo di crema idratante, cosa che a noi altre riesce una doccia su quindici; organizzerai feste strabilianti; troverai un hobby per contrastare la noia che ti verrà quando sarai sola in casa. Perché vedi Gisele, tu forse ancora non lo sai, ma non avere un impegno per alzarsi tutte le mattine ed affrontare il mondo (e svegliarsi prima dell’alba per seguire le lezioni universitarie non conta) e cambiarlo anche, non è una bella cosa. E forse all’inizio ti sembrerà una novità, come quando dopo il liceo hai un’estate intera e metà autunno prima di ricominciare a prendere appunti e leggere ed evidenziare. Potrebbe apparirti entusiasmante restare a letto qualche ora in più, lanciare lo sguardo oltre il vetro ed assistere al sorgere del sole, se sei fortunata anche al tramonto, senza dover contare i secondi che ti separano dal treno in partenza. Eppure, a lungo andare, ti stancherai della tua nuova vita e cercherai degli interessi e inizierai a scrivere su un blog per dar voce a quella te che vorresti essere, ogni singolo istante. Perché, Gisele, la vita domestica non è così allettante come vogliono far credere. Non è tutta rose, fiori e bambini felici. E forse per la modella più pagata al mondo negli ultimi otto anni tutto questo non vale. Forse tu sei immune dalla sorte comune perché se sei riuscita nell’impresa di rifiutarti di indossare gli imponenti tacchi creati da Nicolas Ghesquière per Balenciaga per la primavera-estate 2011 in favore di più accessibili creepers, di sicuro hai i superpoteri che ti proteggeranno dalla sindrome della desperate housewife. Però, Gisele, dopo quasi venti anni trascorsi a vedere il mondo attraverso il backstage delle sfilate, sei proprio sicura di voler mollare tutto? Di dire addio per sempre alle passerelle? Di lasciarci in balia delle Cara e Kendall e Anna e Gigi e Rosie e privarci del tuo carisma e del tuo sorriso? Che quando, nell’ultima falcata per Colcci, hai usato quello stesso sorriso per trattenere le lacrime che minacciavano di rigarti le guance, hai fatto commuovere anche me che non mi emoziono facilmente. E allora, come direbbero nel tuo Brasile, boa sorte, Gisele! The best is yet to come! Per te (per me, invece, c’è uno yogurt magro che mi aspetta e una sessione estiva dietro l’angolo). 

Giselle Bündchen (commossa) nella sua ultima sfilata per Colcci
Gisele Bündchen (commossa) nell’uscita finale durante la sua ultima sfilata per Colcci alla San Paolo Fashion Week
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3 thoughts on “BOA SORTE, GISELE!

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