QUEL VECCHIO FILO BIANCO CHE NON È DI GBV

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Bianco è il colore che risulta dalla riflessione dei raggi solari su una superficie che non li assorbe. Bianco rappresenta la somma dei sette colori dell’iride, è percepito come il più luminoso, il più limpido, il più chiaro. Bianco è l’abito del giorno più importante della vita di una donna. Bianca è la notte animata in una città e quella insonne in un angolo di casa. Bianco è il foglio prima di essere sporcato di inchiostro, la metà di una scacchiera bicolore, il cibo sano, leggero e non condito. Bianco è il contrario di nero, la via di mezzo col grigio. È il colore dell’alta moda, della camelia e di Valentino, dei diamanti e delle perle. Bianche sono le pagine della vita prima di essere riempite di emozioni. Bianco è il segno di qualcosa che ha vissuto già molto, o forse non abbastanza. E bianco è quel filo lungo e robusto che ho scoperto stamattina, pettinandomi.

Ho ventitre anni, la soglia dei ventiquattro è ancora per qualche mese lontana. I capelli scuri, un misto tra il corvino e il castano cinereo. Occhiali neri, che senza non vedrei nulla. Vitino da vespa e gambe da ippopotamo. Quarantacinque chili per centosessantasei centimetri. Io che mangio sano – il più delle volte! toast con marmellata di albicocche e cornetti integrali al miele rientrano nella lista dei cibi consentiti, vero? – e bevo tre caffè al giorno e un te, qualche verdura, e pochi carboidrati. Io che i centrifugati saranno il mio nuovo pane quotidiano che se non mi decido ad iscrivermi in palestra dovrò pure arrivare a luglio in condizioni accettabili (sempre se sopravvivo agli esami!). Io che la cioccolata non so manco più cosa sia e i dolci li saluto da lontano e i fritti? esistono anche quelli? Io che i prodotti di beauté sono l’aria che respiro (anzi, già che ci siamo, il nuovo siero di Chanel servirebbe alla mia pelle come l’ossigeno per quegli sfaticati dei polmoni che mi lasciano a piedi al secondo giro di corsa lungo il perimetro di casa). Io che l’ordine è fondamentale che già ho capelli e sopracciglia che vivono nel loro inattaccabile caos. Io che bionda lo sono dentro nelle mattine in cui mi sento come Gisele (nelle altre dovrei essere la copia mal riuscita di Kendall, vestita come Carrie ma senza Manolo Blahnik). Io che del less is more ne ho fatto la mia filosofia e il cassetto dei bijoux l’ho seppellito sotto chili di jeans e qualche tacco. Io che la moda è la mia passione e GBV l’ideale a cui tendere per raggiungere quell’aurea mediocritas in cui la gonna di tulle si porta con la camicia e le ruches cadono fino al pavimento. Io che devo ancora individuare la perfetta sfumatura di rosa che mi rappresenti ma ho trovato la forma giusta di gonna che mi snellisce le gambette (sempre quelle da ippopotamo). Io che sono andata a dormire giovane e corvina e mi sono risvegliata vecchia e canuta (che da un capello bianco a tutta la chioma il passo è breve).

Io che le presentazioni le faccio sempre di venerdì che tanto alle superstizioni non ci credo più. Io che anacronistica è il mio secondo nome e in primavera inoltrata ripesco foto dell’ultimo giorno d’inverno quando ero ancora inconsapevole dell’esistenza del filino bianco tra i milioni di filetti neri. Io che fino a data da destinarsi girerò con la faccia coperta come fa Sia che il parrucchiere non riesce a trovarmi un buchino per risolvere la questione filo vecchio e bianco ed è inutile spendere una mattinata al telefono che tanto prima di Pasqua l’appuntamento dal coiffeur devi prenotarlo entro Natale perché al paesello funziona così. Io che lunedì vorrei andare al mare ma tanto poi piove e andrà a finire che la spiaggia la vedrò solo con il matrimonio di settembre, un po’ come è successo l’anno scorso. Io che sono in preda alla disperazione da filo vecchio e bianco dalle 7:55 AM, sommersa tra le pagine di diritto ma con la mente alla moda, non vedo la luce del sole da un paio di giorni e devo anche sorbirmi le foto delle vostre vacanze pasquali in Cote d’Azur postate su Instagram? Io che nel blog non parlerò mai di me e finisce che scrivo troppe volte io che e mi sono annoiata io a scrivere figuriamoci voi a leggere. Io che, insieme al mio nuovo e vecchio capello bianco, vi auguro Buona Pasqua!

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Me in versione fotografa distratta allo specchio quando ancora ero giovane e corvina. Per le presentazioni ufficiali ci rivediamo in estate! (Abito Gap, stivaletti See by Chloé, calze Calzedonia, cintura Guess, orologio Brosway, reflex Nikon – tutto gentilmente offerto dal mio guardaroba invernale. Fashion editor, fotografa, hair stylist e make-up artist: sempre me! Per il set si ringraziano le ante dell’armadio che hanno avuto l’accortezza di restare immobili mentre scattavo la foto.)

In alto: Giambattista Valli Haute Couture, primavera/estate 2015

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