LA LEGGEREZZA È DI PRIMAVERA

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Leggerezza. È solo una questione di leggerezza: la vita, la Moda, il cibo, l’arte, la musica.

Leggero. Come i pensieri che iniziano a perdere di consistenza dopo il primo bicchiere di vino, un venerdì sera. Evanescenti, piccole nuvole che si disperdono nell’aria pungente eppure tiepida di un inverno che è già primavera. La mente piena ed improvvisamente svuotata da una consapevolezza tutta nuova. Leggera. Fragile ma potente. Come un profumo dolce e speziato, pesanti molecole acquose che colorano il flacone e si trasformano in note olfattive spruzzate sulla pelle, diffuse tra i capelli, intrecciate nelle trame complesse dell’abito in pizzo. Sensuale e castigato. Delicato ma deciso. Come certe decisioni prese con la ragione e guidate dal cuore. Meditate ed immediate. Leni momenti sospesi in un tempo lontano e difficile da afferrare. Come un sogno, dimenticato, nell’attimo in cui riaffiora nella mente. Presente ma passato, vano e reale. Un ricordo lasciato nei cassetti della memoria, e perso e ritrovato. E smarrito di nuovo dopo averlo rivissuto. Un istante frivolo nella giungla che è la vita. Travolgente e spossante. Come la sveglia che suona troppo presto un lunedì mattina che sembra ancora domenica sera. E l’odore del caffè che ti spalanca gli occhi e risveglia i sensi. Come una pioggia d’acqua gelida buttata sul corpo prima di lasciarsi coccolare dall’abbraccio delle lenzuola. Vigorosa eppure debole, quell’invisibile cascata che lava via ogni segno di trucco lasciato sul viso e il nero del mascara colato sulle guance e lo smog appiccicato sulla frangibile corazza di pelle. Dura e leggera. Scalfita dalle emozioni, violente e dolci. Aspre e zuccherose, tinte di nero ma anche di rosa. Leggere. Della stessa fattezza di un abito di haute couture, alto e fragile. Un velo di tulle sapientemente sagomato e ricamato e decorato di lettere e parole, ma lieve ed impalpabile. Romantico e tagliente. Leggero nella sua complessità artistica. Croccante, con quelle pieghette affiancate e sovrapposte, spezzate dalle sole tracce di inchiostro che disegna stelle e cuori. E frasi. Quelle che vorresti sentirti dire e dovresti pronunciare, così semplici eppure complicate. Lievi carezze acustiche che suonano come lussuosi pezzi di cristallo. Pesanti e subito leggeri. Quei sorrisi che dal cuore si irradiano sulle labbra e raggiungono gli occhi. Potenti e fragorosi, deboli e veementi. Catartici. Come la prima luce di primavera dopo un lungo letargo. Tiepida e gentile, mite e colorata. Leggera.

Abbiamo solo bisogno di leggerezza. A primavera, e nella vita. 

Foto: Alto Fragile by Mark Pillai per Elle Italia, Aprile 2015. Abito: Valentino Haute Couture S/S 2015

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