QUANDO I SOGNI (DA VALENTINO) DIVENTANO REALTÀ

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Esistono i sogni ed esiste la realtà. E poi esistono i sogni che diventano realtà e da pensiero evanescente si concretizzano in un’idea, un progetto, un agglomerato di materia che prende forma nello spazio, nell’arte, nella Moda. In un abito che la esprime, la Moda, e le da voce trasformando il tulle in suoni che si diffondono nell’aria e scrosciano al suolo. Poi c’è Valentino che di tutti i sogni è l’espressione più sublime. Incantata ed eterea. Incorporea e materiale. Magica e misterica.

E poi arrivano quei due geni di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Un martedì pomeriggio di inizio marzo. Quando dovresti essere seduta sui banchi universitari ad ascoltare l’ennesima lezione sulle impugnazioni del processo civile e in una pausa – furtivamente – disattivi lo schermo dell’ipad e noti con piacere che le luci si sono appena spente e lo spettacolo sta per iniziare. Senza musica, dovrai lasciarti guidare dalla fantasia e sperare che il professore rientri in aula con qualche minuto di ritardo per poter godere dell’intero show.

Nero e poi bianco e poi ancora nero e quadri che si intrecciano alle righe e vestono un cappotto doppiopetto. Geometrico. Proporzionato. Ragionato e razionale ma così emotivamente perfetto che ti lasci travolgere dal pattern e ti fai trasportare in un universo parallelo, lontano dall’aula universitaria e da qualsiasi luogo fisico esista su questa terra. Apollineo e dionisiaco che si fondono e si confondono in una serie di uscite vintage di ispirazione ma stilisticamente moderne.

Lineari e minimali le gonne in pizzo con un impercettibile accenno di svasatura. Colorato, eppure sobrio. Tagliuzzato ed assemblato in piccoli pannelli, sgargianti nella palette, opachi nei toni. Un collage di motivi floreali e trasparenze si anima sui mini abiti e sui long dresses, si trasforma in pelo nelle pellicce invecchiate, crea giochi ipnotici nella longuette nera tempestata di corolle digitali. Leggera e sensuale. Castigata dal fiocco che avvolge il collo. Pudica e licenziosa. Monastica e femminile. Impeccabile nella sua conturbante ambivalenza.

Leggeri e garbati sono gli abiti da sera. Delicati. Finissimo tulle pieghettato in balze di plissé, lunghe o corte, candide o cupe, monostrato o sovrapposte a formare soffici nuvole. Vezzosi e regali, come vestali addette alla custodia di quei principi sacri della più alta arte che è la Moda. In rosso – Valentino – e incrostati di decori dorati. Con la seta che si increspa e scivola sui fianchi mentre le maniche si fanno ali di un raro volatile pronto a spiccare il volo. Leggiadro, soave. Sublime.

C’è un motivo se mi innamoro ogni volta – e ancora una – di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Del loro talento. Della loro maestria nell’elevare l’ordinario a straordinario. Ed è lo stesso motivo per cui gli è stato riconosciuto il titolo di best designer internazionali dal CFDA. image imageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimage

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