PARIGI – LE SFILATE IN DIFFERITA PART 2

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Archiviato il capitolo fashion month e salutato con un triste arrivederci il live streaming, posso fare il punto sugli ultimi giorni di Paris Fashion Week. Di colpi di scena non ce ne sono stati molti all’ombra della Tour Eiffeil. Qualche conferma, alcune certezze, poche delusioni, tante stranezze: dagli abiti scultura di Comme des Garçons ai gioielli usati come “make-up” da Givenchy alla teatralità da “commediante” delle modelle di Maison Martin Margiela e Zoolander da Valentino. Ma nonostante gli abbellimenti e le uscite ad effetto, gli occhi erano tutti puntati sugli abiti, ça va sans dire!

Alexander McQueen FW 2015
Alexander McQueen by Sarah Burton FW 2015

imageimageAlexander McQueen by Sarah Burton è stato uno dei miei show preferiti con il romanticismo alla Tim Burton ostentato ed esternato nella sua più ampia teatralità. Con la Regina Vittoria che incontra Marie Antoinette in una collezione intitolata “The spirit of the rose” in cui le rose costruiscono gli abiti di ruches d’organza che si arricciano in fragili petali, dipingono il leggero chiffon, appaiono intagliate sulla pelle nera dei vestiti e tingono di nuances polverose i colletti edwardiani. “A rose by any other name would smell as sweet” scriveva Shakespeare, e qui la rosa profuma di dolcezza, malinconica e triste, come tanto piaceva a Lee McQueen.

Celine FW 2015
Celine by Phoebe Philo FW 2015

Decostruttivismo e ricostruzione. Un piumino che diventa vestito, attillato sul corpo, si allarga sui fianchi e cade giù dritto. Due maniche sbottonate e unite al coat bianco da maxi bottoni black. Una tracolla pensata come un marsupio da attorcigliare sul busto e scarpe coperte di frange di cristalli come granchi che si arrampicano su una roccia muovendo le chele su di essa. Scomposizione e ricomposizione, linee stravolte e riassemblate secondo canoni estetici nuovi. Quelli di Phoebe Philo, quelli di Celine.

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Givenchy by Riccardo Tisci FW 2015

imageIl mood vittoriano sembra essere un motivo ricorrente in queste collezioni invernali e Riccardo Tisci, per Givenchy, è sempre sull’onda delle nuove tendenze. Modella il velluto devoré nero, adagiandolo sulla silhouette, sporcandolo di pizzo e fiori che germogliano come veri boccioli. I cappotti in broccato riecheggiano le linee couture e raggiungono un livello di perfezione quasi assoluto nelle giacche strizzate in vita interamente ricoperte di jais e nei lunghi abiti incrostati. Vittoriano ma latino e con quel fascino parisien che fa molto Carine Roitfeld.

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Louis Vuitton by Nicolas Ghesquière FW 2015

La pelliccia non è mai stata così soffice e candida ed abbondante, come quella che Nicolas Ghesquière ha disegnato per Louis Vuitton. Il morbido pelo si intreccia ai mini dress con maniche arricciate in lamine d’argento e futuristiche stampe floreali, ai top in maglia con baschina, ai tailleur sportivi e le gonne a tubo bordate di volants mentre le valigie diventano borse in miniatura in cui custodire il proprio mondo. Legacy e modernità, Ghesquière sa bene come rendere omaggio alla Maison attualizzandone l’heritage.

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Saint Laurent by Hedi Slimane FW 2015

image imageIndossa il tuxedo e cortissimi abiti vaporosi, calze strappate e scarpe con “aculei” e gonne tutù in pallido rosa. È giovane e frizzante eppure matura e rock e a tratti punk. Incarna la perfetta bad girl: quella a cui aspirano le teen e quella che le trentenni vorrebbero tornare ad essere. O almeno interpretare, per qualche minuto o poco più. Solo il tempo di calcare la passerella, di rosso fiamma e pois neri vestita, per Saint Laurent by Hedi Slimane.

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Moncler Gamme Rouge FW 2015

imageimageLast but not least, il mio adorato Giambattista Valli. Questa volta per Moncler Gamme Rouge unisce tagli couture alla praticità del pret-a-porter creando dei cappottini in tweed e pied-de-poule e pelliccia in rosso e bianco e nero, di cui appare impossibile non innamorarsene a prima vista. Il tutto condito con il mood da cavallerizza in leggings e stivali equestri e una parata di modelle in divisa scarlatta da guardia britannica a chiudere la passerella. E scrivere la parola fine su questa affascinante quanto estenuante maratona di Moda.

See you next time, fashion week!

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