KARL, VENITE A PRENDERE UN CAFFÈ CON ME?

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Karl, luminoso imperatore di questo mesmerizzante mondo che è la moda. Sono una persona abbastanza tradizionalista in fatto di relazioni uomo-donna ma, per voi, farò un’eccezione. Per voi, Karl, sono pronta a sovvertire ogni regola: quella che è l’uomo che deve prendere l’iniziativa e farsi avanti ed invitare a cena la donna; quella che se ti regala dei fiori, bianchi e in numero dispari, non lasciartelo sfuggire; quella che non si risponde al primo squillo e il primo appuntamento si concede dopo un insistente corteggiamento. Voi, Kaiser, mi fate rinnegare tutte le buone maniere tramandatemi nell’ultimo – quasi – quarto di secolo da mia nonna solo per chiedervi: “Karl, venite a prendere un caffè con me?”.

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Un caffè, solo uno. E un croissant. O se preferite un tè, una bibita gassata o un piatto di zuppa, nella vostra Brasserie. La Brasserie Gabrielle. Quella che avete ricreato nel Grand Palais, sontuosa location del vostro ultimo défilé per Chanel. Intimo ed accogliente bistrot, popolato da una novantina di modelle e un migliaio di fortunatissimi ospiti. Sofisticato, come piace a voi eppure ordinario scorcio di vita parigina. Perché voi conoscete bene i francesi e ne sapete descrivere le abitudini come solo un parisien potrebbe fare. Come Coco faceva, senza show extra-ordinaire ma con il suo intuito per le mode e la spiccata comprensione per le esigenze delle donne. E voi, Karl, siete una moderna reincarnazione della leggendaria Mademoiselle Bonheur. image image

Voi amate le donne. Non importa che siano magre o in carne (anche se la vostra preferenza per le fisicità asciutte è cosa nota). Voi sapete che le donne adorano gli effetti speciali e in questo non avete eguali. Create una collezione con un crescendo di emozioni. Come quelle giacche in tweed: classiche nelle prime uscite, aumentano di spessore man mano che avanza lo show e si corredano di morbida imbottitura che tutto il mondo avrebbe realizzato con il comune e blasonato piumino ma voi no. Voi avete scelto la pelle, l’avete sezionata in losanghe delimitate da fiocchetti e applicata sulle maniche dell’iconica jacket prima, e sull’intera giacca poi, e avete pensato bene di confezionarci anche delle borse, soffici e capienti. imageimageimage

Voi, Karl, sapete bene che noi donne amiamo vestirci di colori sobri – seppur con qualche eccezione – e ci avete regalato una collezione in cui l’ardesia la fa da padrone, insieme al blu e al grigio e qualche tocco di bianco, un po’ di tartan rosso e burgundy e beige. Perché il nero ci rende sicure e sfina e lo si abbina con tutto: che sia un completo con la gonna a matita o pieghettata, un cappottino in bouclé o una giacca a quadri, un maglione, un pantalone o un abito di leggera mousseline. Ma il nero è solo una flebile illusione nel vostro show. Perché voi praticate con noi il classico gioco del bastone e della carota: ci concedete del nero ma lo camuffate di blu, scuro e intenso. Cupo, che ad una prima visione poteva apparire black ma con Chanel l’occhio spesso sbaglia. E il nero lo addobbate di filigrana d’oro e maglie colorate e cordoncini bianchi e ciuffi di frange laminate. E lo rendete impeccabile nel completo black&white che non dimentico. image image image image image

Voi, imperatore, servite meraviglie fatte a strati. Con il pantalone sormontato da un grembiule, lungo fino alle caviglie. La collana che diventa papillon e stringe le balze di ruches ciondolanti dai colli e i colletti li costruite come ghiere di camelie di pizzo traforate. Usate i tasselli dei mosaici di un bagno come piccoli pezzi di un puzzle da costruire su una gonna che copre tutta la gamba o i tovaglioli affiancati e sovrapposti e appuntati dai fianchi in giù. E il menu, nella Brasserie Gabrielle non lo leggete ma lo piegate in un foglio di pelle da tenere sotto braccio e i piatti li trasformate in clutch e il cofanetto di cipria in una tracollina da portare in mano. E poco importa se le scarpe sono quelle di Coco che mia nonna (ottantatreenne) ancora indossa, con la stessa foggia e negli stessi colori e, ironia del caso, le chiama Chanel, in onore di Gabrielle. Voi, Karl, volete farci star comode e sapete bene che il mezzo tacco è portabile dalle sette del mattino alle undici di sera, in ufficio e al supermercato, senza nascondere furtivamente le ballerine di ricambio in borsa: il mid-heel fa subito bourgeoise e parisienne e l’emblema della donna Chanel. imageimageimageimageimage

Voi, Karl, dovreste essere eterno e sempreverde perché questo mondo ha tanto bisogno della vostra sorprendente creatività e di tutti i supermarket e manifestazioni e brasserie ed ogni altro coup de génie che nei secoli a venire vorrete creare. imageimageimage

Ora, illuminato Karl, “venite a prendere un caffè con me?”. Io sarò la moretta, annoiata e sorridente, seduta al bancone che sorseggia del tè. Vestita Chanel. image

Photo Credits: style.comVogueThe Coveteur

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