PARIGI – LE SFILATE IN DIFFERITA PART 1

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Se penso a Parigi, la mia mente vola a Chanel e a quel genio di Karl Lagerfeld; a Dior ai tempi di John Galliano che poi è il periodo in cui ho iniziato ad interessarmi di moda in maniera approfondita e non solo sfogliando le pagine di Vogue e Elle e Marie Claire ma leggendo ed imparando il vocabolario e conoscendo gli stili e le tendenze e anche le blogger in voga all’epoca (che poi sono le stesse che oggi siedono in prima fila alle sfilate). Se penso a Parigi penso a Valentino e Giambattista Valli che di francese hanno solo la patria che ospita i loro défilés perché per gusto estetico e stilistico ed abilità artistica sono assolutamente italiani. Se penso a Parigi ricordo Louis Vuitton e gli shows teatrali di Marc Jacobs e quei copricapi di piume di struzzo con cui MJ ha dato l’addio alla maison. E poi penso alla haute couture che della Moda è l’espressione più alta.

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Rochas FW 2015

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Ma a Parigi c’è molto altro. C’è Alessandro dell’Acqua che declina grazia e femminilità in leggeri abiti neri accentuati da ciuffi di frange e sprazzi di giallo indiano, disegnando rondini su chemisier azzurri che richiamano la stampa creata da Monsieur Rochas nel 1934, abbinati a décolleté con cinturino alla caviglia e spillini incastonati sul tallone.

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Dries Van Noten FW 2015

imageE Dries Van Noten che raccoglie i broccati da saloni di un tempo ormai trascorso e li lavora in bluse nei toni dell’oro e del rosso, in drappeggi blu e gonne lunghe color sabbia portate come fossero enormi grembiuli da lavoro. Informali, maschili nelle forme se non fosse per quei grandi e delicati fiori usati come collane che alleggeriscono l’idea di donna di Dries: una donna che veste abiti vagamente couture ma adattati alla pragmaticità lussureggiante del presente.

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Lanvin FW 2015

imageA Parigi ci sono le influenze marocchine di Alber Elbaz tradotte in un mix di patterns e materiali per Lanvin. Stampe calde dei toni della terra che evocano gli arazzi tipici della cultura araba; pellicce dalle linee pronunciate in quello che sarà il colore del 2015, il marsala; abiti neri e leggermente svasati profilati di frange bianche come tracce di inchiostro che sagoma il corpo.

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Balmain FW 2015

E poi Balmain con le sue cascate di frange, un incrocio tra una flapper girl e una ragazza degli anni Ottanta una sera in discoteca. Pantaloni a vita alta e flare, long skirts e maxi blazers, colori caleidoscopici e righe e tessuti in lurex che accendono il blu intenso di barlumi luminosi.

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Dior FW 2015

imageimageimageInfine arriva Dior e Raf Simons e la stampa leopardo lisandrica che copre la tutina alla cat-woman arancio e il mini abito bianco e nero e burgundy portato con i maxi cuissardes, scarpa feticcio dalla scorsa sfilata couture. Linee svasate per i dress con pannelli di pelliccia e tagli dritti nei completi pantalone in tessuto spigato rosso. Le silhouette accorciate in tipico stile anni Sessanta si fondono con i colori grintosi degli Ottanta in una  collezione eclettica ma pulita, ricercata eppure pragmatica. 

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