L’ASPRA DOLCEZZA DI PRADA

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Te lo aspetti e un po’ lo desideri. Immagini di sgranare gli occhi per lo stupore e restare a bocca aperta a fissare lo schermo ormai annerito di un pc – per attimi, secondi eterni quanto ore. Brami la sorpresa che profuma di magia ed ha il sapore di un incantesimo che ti tiene avvinta a delle immagini. E attendi. Minuti che scorrono lentamente mentre le lancette dell’orologio faticano a spostarsi anche solo di pochi millimetri. E aspetti. Perché le cose belle richiedono tempo e una lunga gestazione. Fin quando arriva, lo stupore. 

Arriva con passo deciso, in piccole nicchie colorate di rosa e di verde, sulle note metalliche di “I feel you” che si diffondono nell’aria. E la senti, quell’emozione. La percepisci attraverso le trame avion e melanzana del tweed, e i pannelli di pelliccia inseriti nei cappotti doppiopetto, e il neoprene tagliato con risoluta fermezza in linee rigide e flessibili. 

Soft ma anche pop, è l’universo di Prada. Una strana favola con principesse dalle sembianze di meccanici robot. Plastiche, quasi fossero manichini dal trucco impeccabile, con ciocche avvolte in chignon ordinati e appuntati su un lato da maxi spille. E indossano tailleur, rigorosi e rosa. Pantaloni scampanati e top arricciati sotto il seno. Essenziali. D’impatto. Affilati come punte di un bisturi che incide la stoffa tracciando linee nette. Decise ed impietose, come quelle parole amare ma inevitabili in certe situazioni. 

È aspra la donna di Prada. Indossa pastelli nelle loro sfumature più vibranti. Saturi e acidi toni di rosa e azzurro e giallo e verde, delimitano i bordi definiti di una giacca peacoat. Perfetta nella sua semplicità se non fosse per quell’accento di colore che sporca ogni idea di pulizia. E irrompe fuori dallo schermo con gli abitini in tessuto spigato portati con lunghi guanti in morbida pelle colorata come debuttanti al loro gran ballo in società. Sofisticata, di quella bellezza contemporanea che affonda le radici nel passato. 

Romantica, ma non per questo sentimentale. Dolce e al contempo aspra. Come il tubino rosa, dalle finissime spalline, pinzato sotto il seno: razionale nei tagli freddi e calcolati che sagomano il corpo e zuccheroso in quella nuance di rosa, ironica e sottile. Fragile nelle incrostazioni che decorano il corpetto eppure violenta di quei fiocchi tagliati a vivo e cuciti a tutta lunghezza. Coraggiosa ma delicata, come una canzone rock che canta l’amore. È una poesia, l’ennesima di Miuccia Prada. image image image image imageimage

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