LE SFILATE IN DIRETTA STREAMING – DAY 1

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Please, take your seat! The show is about to start. 

Seicentotrentasette chilometri. Due ore e mezzo di Frecciarossa più altri sessanta minuti di treno regionale. Una catena montuosa, qualche fiume e un centinaio di piccole e grandi città mi separano da Milano. E dalle sfilate. E dall’aria frizzante e magica che contamina la città all’ombra della Madonnina, in questi giorni. Una settimana della moda da vivere, a modo mio. Con un front row alternativo che non richiede inviti centellinati e tacchi, convenevoli e sorrisi forzati. Il mio posto in prima fila è di quelli comodi e confortevoli, in cui puoi poggiare la schiena allo schienale di un divano ed evitare di trascorrere un’intera giornata a tenersi dritte e alzare il collo per arrivare a guardare le modelle più giù delle gambe, fino alle scarpe. Il mio seat offre una vasta quantità di stuzzichini e bibite e posso scegliere di godermi la sfilata alla luce del sole o al buio e posso rivederlo lo show, infinite volte, per tutto il giorno e anche più. Basta azionare il tasto play, alzare il volume e lasciarsi coinvolgere da quell’incantesimo che è la moda e fingersi parte di un mondo così distante, ma fin troppo vicino. A portata di click e in diretta che sembra quasi di sentire il fruscio degli abiti che volteggiano sulla passerella. Senza il bisogno di outfit improbabili e velette nere sugli occhi; lontano dagli obiettivi degli street styler e dal traffico meneghino. Il front row alternativo ha una sola richiesta: preparare il cuore per lasciarsi emozionare. Poi, al resto, ci pensa il live streaming!

Dodici ore più tardi, nove sfilate all’attivo e un centinaio di foto scrutate e ammirate, sono pronta a fare un breve – spero – riepilogo del primo giorno di MFW. 

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Stella Jean FW 2015

image imageDevo ammetterlo, ho gusti un po’ eclettici. Stravaganti e persino incoerenti. Aspiro al minimalismo ma sono una massimalista nell’anima. Predico sobrietà e poi mi ritrovo a desiderare una gonna di Stella Jean che di minimale ha ben poco. Anzi, nulla. Perché è esagerata ed eccentrica e fuori da ogni logica comune. Così come la sua collezione che è un viaggio a Bombay, tra i colori caldi ma vividi che ricordano quelle terre assolate. Un incrocio di culture e tradizioni che si confondono nelle gonne rigide come impalcature e nei volumi scivolati dei cappotti lunghi fino ai polpacci. Righe e quadri, geometrie e motivi paisley. Ogni capo è un quadro che racconta momenti di vita di un villaggio indiano: le ballerine di danza del ventre si animano sui maxi abiti in chiffon; gli utensili di un barber-shop ripetuti sulle giacche doppiopetto; nappine multicolori adornano il cappottino in principe di galles, si appuntano sui calzini ed ornano i sottili bangle dorati.  È una confusione di colori e forme e materiali che si fonde magicamente in trenta uscite, tutte da desiderare. 

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Gucci FW 2015

imageL’ho guardata tre volte la sfilata di Gucci. Ne ho divorato le immagini per farmi persuadere da un si o da un no. Se guardo le bluse dico si, e anche per le gonne vale lo stesso. Ma poi vedo i mocassini con frange di pelo, i pantaloni informi e dal cavallo basso rubati con una spiccata reticenza al guardaroba di lui e mi lascio inondare dal no. “Il contemporaneo è l’intempestivo” è l’idea che Alessandro Michele da della sua collezione. Non ci sono richiami all’heritage di casa Gucci, nessun riferimento al passato: è un nuovo inizio all’insegna del romanticismo esasperato e di un’idea di femminilità che nasce da dentro ma fatica ad esprimersi fuori. È un gioco di controsensi in cui le bluse castigate da grandi fiocchi in nuance delicate si contrappongono ai top in pizzo portati a nudo; le romantiche gonne in lurex si alternano ai pantaloni maschili; le giacche militari si arricchiscono di inserti di pelo e le pellicce sono chiuse al collo da grandi bijoux; la leggerezza della stampa floreale dell’abito rosso è bilanciata dal completo sartoriale in pelle verde bosco. È una visione giovane e poetica, un approccio molto lontano dal glamour di Frida Giannini che segna l’inizio di una nuova strada tutta da percorrere. Sarà quella giusta? Non resta che attendere le prossime collezioni. 

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Alberta Ferretti FW 2015

Alberta Ferretti è elegante e sontuosa. Regale. Una favola folcloristica connotata di tratti rinascimentali: l’opulenza dei broccati, il gobelin, il velluto lussureggiante tinto di rosso; le bluse accollate e le gonne lunghe interamente decorate ricordano i ritratti dell’epoca dei Tudor, così come l’oro ricamato sugli abiti neri in tulle e annodato col rosso nei completi pantalone in velour noir. Romanticismo e femminilità di un tempo ormai trascorso si attualizzano nei vestiti ispirati agli ultimi anni Sessanta: corti e lunghi, in total white, operati di graziosi origami ton sur ton o nero su bianco. E poi c’è la regina delle nevi, di rosso vestita, col capo coperto di morbido pelo. Femminile e romantica, rinascimentale ma estremamente moderna. 

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N. 21

image imageQuesto è assolutamente un si! Prendi Alessandro dell’Acqua, donagli uno scampolo di cotone in toni pastello e lui ti farà felice. È questo, per me, la collezione di N.21: la felicità regalata dal tessuto che si increspa sul cappotto bianco candido a creare un pattern disarmonico e armonioso; un fiore stilizzato che si ripete incessantemente su un velo di tulle color carne che veste il collo ma scopre la gamba; è un mini dress nero che sembra fatto di pelliccia ma nasconde dei piccoli fiori di tulle cuciti uno dopo l’altro a creare un manto tridimensionale e omogeneo; è una balza plissettata della gonna nera satinata e i guanti di pizzo portati con il mini abito dorato. È femminilità estrema urlata con disinvoltura di una collezione pret-a-porter che strizza l’occhio all’alta moda. È puro incanto.

Da Philipp Plein c’erano donne guerriere che indossano vestiti sagomati come fossero armature, e capispalla voluminosi in shearling come corazze. Romanticismo gotico da Luisa Beccaria con abiti da sogno e nei toni polverosi del beige e del blu, silhouette anni ’40 e fascino retro. Aggressiva la donna di Fausto Puglisi, rock e determinata, trincerata dietro strati di pelle nera e abiti che scoprono più che vestire, maxi collane come barriere coralline ciondolanti dai colli e la mente a Gianni Versace dei primi anni Novanta. Praticità scevra da preziosismi lussureggianti per Fay con una collezione pulita e funzionale costruita con cappotti dalle linee ad A e minigonne portate con calze supercoprenti e maglioni in lana pesante, all’insegna di una normalità che è sinonimo di realtà. Francesco Scognamiglio è conosciuto per la sua attitudine a creare abiti che lasciano intravvedere tanto, tutto. Eppure in questa collezione ciò che appare evidente è l’abilità di creare cappotti come sculture finemente cesellate, long dresses da sera con spalle adornate di ruches che scolpiscono rose, vestiti in raso color cipria disegnati di ricami floreali e completi pantalone chiusi in vita da morbide cinture. C’è ancora la divinità rinascimentale che fa da fil rouge alle collezioni di Scognamiglio ma questa volta assume una veste contemporanea, lontana dai palazzi alto borghesi e immersa in una giungla urbana. 

Francesco Scognamiglio FW 2015
Francesco Scognamiglio FW 2015

PHOTO CREDITS: http://www.style.com; Collage Gucci by me.

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