POS -PENSIERI IN ORDINE SPARSO

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Gli ultimi giorni sono stati molto più che frenetici. Tra una lezione all’università, un appuntamento incastrato tra il pranzo e il treno per rientrare a casa, una festa da organizzare e l’outfit da scegliere che il party sarebbe stasera e l’unica certezza sono le scarpe. Il resto è tutto in fieri. Per non dimenticare il sonno arretrato che mi ha regalato due occhiaie più grigie del completo fumo di Londra di Giorgio Armani, un orologio che stenta a stare al passo con gli eventi e la batteria dell’iPhone perennemente scarica. E la conseguenza di non aver potuto aggiornare questo piccolo spazio virtuale con le mille idee che balenano nella mente nei momenti meno opportuni ovvero quelli in cui non posso annotare i miei pensieri. Ma ritornerò. Prima o poi riprenderò a scrivere, raccontare, sognare la moda in tutte le sue sfaccettature. Credetemi sulla fiducia!

Nel frattempo ho dato un taglio alla mia chioma. Questa mattina avevo preso appuntamento dal mio parrucchiere di fiducia per la classica piega un po’ boccolosa riservata alle occasioni speciali. Queste erano le intenzioni. Però il mio parrucchiere sa bene come colpire e mi accoglie nel salone con il tipico: “Stefy, tesoro, non è ora di tagliare?”
“No, aspettiamo un po’… Non sono ancora pronta a sfoltire la chioma”
“Fidati, è ora di eliminare queste punte biforcute”
“Non lo so, Lucio, dammi del tempo per pensarci”
“Vai Stefy, ci penso io”
“Ok, però niente tagli strani, non tagliare troppo, non ti allontanare molto dalle spalle”
Il rapporto con il mio parrucchiere è un po’ controverso. Gli chiedo di non fare di testa sua, di lasciarmi intatte le lunghezze, di non esagerare ma lui non mi sta a sentire. Perché sa che mi fido e dopo alcuni anni ha imparato a conoscere i miei gusti e le mie abitudini.
“Allora, ti piacciono?”
“Sono corti, mooolto corti… Coprono appena le orecchie! Però mi piacciono.”
Quindi adesso mi ritrovo con un caschetto un po’ allungato, senza i miei adorati boccoli e con la certezza che oltre all’outfit da creare dovrò pensare anche a come sistemare la chioma per benino. Ma in fondo era un mese che rimandavo la drastica decisione di darci un taglio. Quattro ore fa avevo i capelli lunghi fino alla metà della schiena, adesso non sfiorano nemmeno le spalle ma sono contenta di averlo fatto perché cambiare taglio è liberatorio. Sembra quasi di buttar via il superfluo insieme a quelle ciocche adagiate sul pavimento. Forse è vero il detto che quando una donna cambia acconciatura è anche pronta a cambiare vita. Perché io lo sono per davvero!

Sempre pensando agli ultimi giorni ho messo a segno un punto fondamentale nella mia eterna lotta con Zara. Quattro giri di shopping ma solo due acquisti. Un paio di scarpe e un pantalone nero che nell’armadio non c’è n’è mai abbastanza. Né di tacchi, né di nero. Però ho fatto un salto da H&M e comprato anche li un vestito burgundy che ricorda un po’ quello di Oscar de la Renta rosa Schiaparelli regalato a Carrie Bradshaw dal magnate russo in un episodio della sesta stagione di Sex & The City. Ora devo trovare una giacca corta che evochi vagamente il bolero taglio smoking della fashionista per eccellenza e una cintura a sottolineare il mio vitino da vespa. Et voilà, il gioco è fatto!

Gente seria nei camerini...
Gente seria nei camerini… Ovvero, me. Con borsa stracolma e cover sobria!

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Ancora da Zara ho adocchiato un paio di ankle boots che ben presto saranno miei. Rossi, non di quei toni fiammanti né troppo spenti. Bordeaux con quella punta di viola che gli dona un accento particolare. Tacco midi, comodo per il giorno così come per la sera. A punta ma non troppo affusolata né tonda. Insomma, cinquantanove euro e novantacinque centesimi di pura perfezione.image

Io sogno un abito come quello di Keira Knightley alla première di The Imitation Game a New York. Un Dolce&Gabbana manica lunga e gonna midi morbida. Mary jane e capelli raccolti a donare un effetto retrò che piace tanto anche a me. Domenico, Stefano, non vorreste farmi un regalino?image

Capitolo party. Stasera, ore venti. Cena elegante ed annesso post cena danzante. Il dilemma è: pantalone o abito? E tra i vestiti si pone un nuovo dubbio: minidress rosa, tubino nero, abito pomposo bordeaux. Sulle scarpe ho la certezza assoluta: tacco undici, in vernice, nere con cinturino blu. Quindi comprare scarpe ha una sua utilità!

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