SOMEWHERE OVER THE [VALENTINO] RAINBOW

Valentino Resort 2015

Piove. Piove ormai da due giorni. Incessantemente ed ininterrottamente. Una pioggia inclemente e ridondante, cielo cupo e bigio che verrebbe voglia di espatriare li dove splende sempre il sole. Non per forza un luogo fisico, posizionato in un non meglio specificato punto della cartina geografica. Ma potrebbe benissimo trattarsi di un luogo della mente. O di un posto della moda.La collezione Resort 2015 di Valentino, ad esempio. Radiosa e raggiante, luminosa, rassicurante come un arcobaleno dopo interminabili ore di rovesci piovosi.
In un’altra vita devo aver avuto una relazione, di qualsiasi genere anche fosse del terzo tipo, con Valentino. The Emperor, tanto per intenderci, e con i moderni Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Perché io amo follemente ed incondizionatamente tutto quello che di meraviglioso proviene dalle loro menti creative. Tutto. Senza esclusione alcuna.

Amo le silhouette rilassate supportate da materiali pesanti.
Amo i tagli morbidi e allo stesso tempo austeri del cotone modellato come fosse argilla a creare paltò strutturati, vagamente aristocratici.
Amo le lunghezze. Corte o lunghe, senza vie di mezzo ed inutili compromessi.
Amo i volumi. Esagerati nelle gonne arricciate che si gonfiano come un palloncino riempito d’aria per poi volare sulla passerella o su un tappeto rosso.
Amo i giochi stilistici di ruches e frange appese sulla vita di un trench e lasciate cadere dai colli quasi fossero cascate d’acqua.
Amo i ricami a mano e i dettagli preziosi e le decorazioni che abbracciano l’intero, grazioso, mondo della natura.
Amo lo chiffon e l’effetto see-through che non lascia intravvedere niente, che le donne dovrebbero capirlo che mostrarsi non è sinonimo di scoprire.
Amo il tulle e gli abiti in tulle. Lunghi, eleganti, sofisticati ma resi terreni dal sandalo alla schiava allacciato al ginocchio. E poi eterei che sembra quasi di raggiungere un livello ultraterreno avvolta in quelle trame leggere ed intricate.
Amo le stampe e i colori. Il camouflage di farfalle e la pelle costruita a losanghe arlecchinesche.
Amo le ispirazioni etniche rese con silhouette occidentali e tessuti ricchi e decorati come arazzi da appendere alla parete.

Amo gli arcobaleni. E il tema arcobaleno ripreso dagli archivi, dal 1973. Il motivo a zigzag caleidoscopico, multicolore. Pastelli tenui eppure vibranti, vividi. Blocchi di colore disegnati in quadrotti alternati alle righe dritte e a quelle oblique. Sul cotone, il radzmir, la lana, la seta. Nei pantaloni larghi e comodi, nei completi da sera con gonne corte plissettate e abiti al ginocchio e mini dress scolpiti.
Amo il pattern visualmente distruttivo che confonde pixel e linee psichedeliche e sconvolge le idee.
Amo la potenza visiva di un abito che riesce a portare il sole li dove piove e diluvia ininterrottamente da quarantotto ore. Perché dopo la pioggia c’è sempre una nuova luce ma l’arcobaleno è il vero spettacolo che segue nubi e tempeste. L’arcobaleno di Valentino.
imageValentino Resort 2015Valentino Resort 2015imageimageValentino Resort 2015imageValentino Resort 2015Valentino Resort 2015imageValentino Resort 2015
PHOTO CREDITS: Valentino

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