QUELLA VOLTA CHE… IL MIO NOME SU VOGUE

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A volte i miracoli accadono e i sogni si avverano. Anche se hai smesso di crederci in quei sogni che insegui da tanto. Da sempre.

Leggo Vogue da una vita. Più o meno da quando ho iniziato a pronunciare correttamente e con la giusta intonazione una frase di un sussidiario o di un quotidiano. E prima ancora di imparare a leggere lo sfogliavo, Vogue, ammirando quelle grandi modelle vestite di tutto punto e ritratte nelle pose più strane. Così sono cresciuta col mito delle pagine patinate e con il sogno, un giorno, di vedere il mio nome riflettere la luce che si infrange su quelle immagini. Ma la realtà, come nelle migliori storie, si scontra con la fervida immaginazione che galoppa incondizionata per raggiungere mete apparentemente irraggiungibili. Apparentemente si. Perché capita che nell’era della globalizzazione e di internet e dei blog, anche una semplice ragazza – proveniente da un paesello del centro Italia il cui numero di abitanti non si avvicina neppure lontanamente a quello delle copie vendute, ogni mese, da “la rivista di moda” per eccellenza – può godere di quei quindici minuti di celebrità che Andy Warhol non nega a nessuno. E accade che un giorno di fine settembre di un anno fa inizi a buttar giù qualche considerazione sulle settimane della moda. Così, quasi per gioco. Per fingere di capire qualcosa di quel mondo che hai imparato a conoscere attraverso le pagine di Vogue. E succede che proprio Vogue Italia – attraverso il blog del Direttore – chieda ai lettori di scrivere i propri commenti sulle collezioni di moda per la Primavera 2014 e mossa da un momento di estremo coraggio pubblichi il tuo pezzo, sperando che Qualcuno possa apprezzare l’elaborato, scritto dal basso della tua esigua conoscenza. Passano i giorni, i mesi. Ma sfogliando il numero di Gennaio 2014 noti un insieme di parole che ti sembra di aver già sentito. Come uno di quei déjà vu descritti sui libri di psicologia, distanti dalla realtà ma così vicini che è come sentire le dita battere sulla tastiera quelle lettere. Pagina 98, prima colonna, in basso a destra, un nome. Il tuo nome stampato sulla carta patinata. Otto lettere che riempiono il cuore di gioia, dipingono un sorriso inebetito sul volto e una luce fiera e soddisfatta sprigionata dagli occhi. Perché quelle quattordici righe non fanno di te una giornalista, né un’esperta di moda, ma ti regaleranno quella sicurezza che anche tu puoi riuscirci. Con impegno e dedizione. E torni a credere nei sogni che avevi accantonato per far posto alla più banale e fredda realtà, consapevole del fatto che i miracoli accadono. Anche a te!imageimage P. S. Se qualcuno volesse leggere l’intero articolo può trovarlo qui, scorrendo tra i commenti, firmato semplicemente Stefania.

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21 thoughts on “QUELLA VOLTA CHE… IL MIO NOME SU VOGUE

    1. Grazie Martina! È stata una soddisfazione grandissima soprattutto perché non avevo mai scritto né pubblicato nulla del genere prima.
      Abiti anche tu “da queste parti”? Magari ci incontriamo davvero prima o poi!
      X s

      Mi piace

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