INCOMPRENSIBILMENTE AFFASCINANTE

prada ss15

Secondo giorno della Settimana della Moda Milanese. Giovedì, ore diciotto significa una sola cosa: Prada.

Ormai da qualche anno seguo in live streaming quante più sfilate la Camera Nazionale della Moda Italiana, Vogue Italia e i siti dei vari designers vogliano trasmettere tanto che potete tranquillamente definirmi la Reginetta del live streaming. Non ho più bisogno di consultare il calendario ufficiale né di annotare gli eventi sull’agenda elettronica per quanta esperienza ho maturato con le ultime collezioni di moda. E ci sono degli appuntamenti fissi ai quali non posso non presenziare attraverso il mio front row alternativo – che rima con sofà o scrivania, iPad o pc ed iPhone ad immortalare qualche scatto che non sia troppo sfocato o mosso. Il martedì alle quattordici c’è Gucci, la domenica stessa ora è il turno di Dolce & Gabbana, il giovedì alle diciotto aspetto Prada.

Ogni sfilata di Miuccia segue sempre lo stesso cliché: l’attesa di vedere ciò che la stilista milanese ha immaginato, lo stupore di fronte al setting e lo stupore ancora più grande quando si alza la musica nella sala e le modelle calcano la passerella. È uno stupore che non lascia indifferenti e si confonde con la meraviglia. Non come quella eterea dei veli di tulle da Valentino o da Giambattista Valli, ma è meraviglioso vedere come tutto ciò che avevi immaginato alla vista delle dune di sabbia color glicine non abbia alcun richiamo alla collezione. E il punto forte di Prada è proprio questo: l’abilità della stilista di sconvolgere il pubblico in sala o da casa ed accogliere il generoso applauso finale con una domanda stampata sui volti di tutti: “Cosa significa?”.

Interpretare una sfilata di Prada se non si conosce il pensiero di Miuccia è un gioco assolutamente impossibile al quale mi rifiuto a prescindere di partecipare. Così mi ritrovo ad ogni post-show a rintracciare il maggior numero di informazioni provenienti dalle menti eccelse della moda per tentare di decodificare i codici stilistici così sagacemente criptati. Perché di fronte a delle dune asettiche di sabbia color glicine ti aspetti un safari nel deserto o una gita al mare se vogliamo restare nella banalità quotidiana. E invece Miuccia ti sconvolge con patchwork di broccati che sembrano estrapolati da un salone settecentesco; con linee nette, castigate da pellami rigidi e dai colori scuri ed opachi; con il pizzo che “borda” gli abiti con orli tagliati a vivo e tessuti che si sfilacciano sul cappotto beige in pelle; con il maglioncino a trecce infeltrito in uno sgargiante verde lime. Il tutto abbinato a clogs che saranno le IT-shoes della stagione e stivali patchwork e raffinati calzini che scoprono appena le ginocchia.

Da tre giorni sto pensando al nesso tra le dune color glicine e il patchwork di broccati ma non ho ancora scovato una risposta soddisfacente, nemmeno leggendo i reportage di Suzy Menkes e WWD. Ma sono comunque tre giorni che sto ripensando a Prada e forse l’intento di Miuccia era proprio questo. Stupire, sconvolgere e far pensare!

imageimageimageimageimageimageimageimageimage

PHOTO CREDITS: style.com, CR Fashion Book

Annunci

One thought on “INCOMPRENSIBILMENTE AFFASCINANTE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...