PROFESSIONE EAT-GIRL

eat-girl

Buon costume vuole che una blogger “esperta” di moda (da intendere in senso lato perché una blogger per quanto possa essere ferrata sul fashion system non sarà mai la Sozzani, la Wintour, la dello Russo o la Volpicella che, secondo me, sono LA moda):
– non sappia cucinare;
– che tenga in frigorifero creme idratanti e golfini di cachemire (Victoria Beckham docet);
– che il freezer sia La Mecca dei quattro salti in padella Findus.
Se fosse vero questo assunto dovrei essere depennata dalla categoria blogger di moda perché a me, cucinare, piace. E tanto. I fornelli, dopo il guardaroba, sono il mio regno.
È una passione che è nata per caso, come tutte le cose più belle quando spinta dalla necessità di dover cibarmi di qualche alimento che non fossero quelle pietanze pronte, precotte e surgelate, ho dovuto improvvisarmi cuoca. Gli esordi, lo ammetto, non sono stati dei migliori. La pasta era sempre troppo scotta o troppo al dente; la carne mai rosata al punto giusto; il pesce esageratamente molliccio che stavo per cedere all’acquisto di una mini guida sul sushi fai da te. Per non parlare delle zucchine perennemente bruciate e delle pentole andate in fumo insieme a queste.
Insomma, un inizio disastroso (quasi come la sfilata di haute couture di Dior by Raf Simons per l’inverno del 2013) che la voglia di abbandonare tutto e convertirmi al regime gallette di riso a colazione-pranzo-cena-e-merende-incluse stava prendendo il sopravvento.
Ma il tempo, si sa, porta consiglio – così dicono – e quella buon anima della mia amica mi ha suggerito qualche sito di cucina con guide particolareggiate che hanno evitato a mia mamma di dover ricomprare la cucina e a me di non finire intossicata dalla nube fumogena proveniente dalla padella di turno.
Così ho iniziato a sperimentare. Prima le proposte di GnamBox e Giallo Zafferano, poi le mie idee. E ho capito che in fondo la cucina è un po’ come la moda: fatta di intrecci di sapori e fusione di profumi, novità e fantasia, sempre prestando particolare attenzione all’occhio che vuole la sua parte e alla forma che è fondamentale. Ora mi sono improvvisata cheffa come qualche tempo fa mi sono appropriata del titolo di blogger di moda. Perché se non puoi diventare una IT-girl, nessuno ti vieta di essere una EAT-girl.

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P.S. Da brava EAT-girl quale fingo di essere per pranzo preparo farfalle con tonno e pomodorini. Sperando di non bruciare tutto mentre mi aggiorno sulle sfilate newyorkesi!

PPS: Se qualcuno volesse vedere il risultato delle mie prove culinarie, potrebbe guardare qui

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