EXTRAVAGANCE

vogue dg alta moda

Se c’è una cosa che amo in assoluto delle riviste di moda, che sia Vogue o Glamour poco importa, è l’editorial. Quelle poche pagine affiancate che richiedono più lavoro di un intero magazine. Perché l’editoriale deve trasmettere un’idea con la sola forza dell’immagine. Non un testo che spieghi, non un sottotitolo, non l’occhiello: l’immagine costituisce l’intero corpo “dell’articolo”, accompagnata da un titolo introduttivo che poco comunica e molto meno dice.
L’editoriale di moda rappresenta la più ampia libertà di comunicazione per chi la moda non solo la conosce ma la fa e la trasmette. Il fotografo innanzitutto che coglie quell’attimo isolato nel tempo di un click sulla macchina fotografica. La modella che deve saper esprimere ciò che il fotografo chiede e lo stylist pensa. I make-up artists e parrucchieri e gli scenografi e i tecnici che lavorano giorni e giorni per preparare quello scatto che catturerà l’attenzione del lettore per pochi istanti ma rimarrà impresso nella sua memoria per sempre.
Ma è lo stylist che ha l’arduo compito di crearlo, l’editoriale, e di raccontarlo. Come un narratore onnisciente che tutto sa ma lascia che sia il lettore a scoprire la storia, pagina dopo pagina, uno scatto dopo l’altro. Esistono vari tipi di editoriali di moda: in bianco e nero, a colori; immagini scattate in un luogo geografico o in uno studio dalle pareti bianche. Esistono editoriali romantici, aggressivi, eterei, sconvolgenti, eleganti, innovativi, maestosi, minimalisti.
E poi ci sono quegli editoriali stravaganti. Come la moda fatta di accostamenti inusuali; di stili diversi che si scontrano e si armonizzano in un tutt’uno. Le righe e l’animalier, la pelle e l’organza, il pizzo e la pelliccia così distanti se presi singolarmente eppure così vicini sulle pagine patinate grazie all’abile lavoro dello stylist. Sono questi gli editoriali più belli: quelli scarabocchiati da idee che si mescolano tra loro senza un senso prestabilito con colori che fondono gli abiti con gli accessori, i volti con i corpi. Eccessivi, eccentrici, questi editoriali oltrepassano la comune immaginazione e si elevano a vere e proprie opere d’arte in cui la stravaganza si fa più intensa, trasformandosi in extra-vaganza.

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Vogue Unique, settembre 2014. A Refined Extravagance. Vika Falileeva, Siri Tollerød, Helena Greyhorse. Photographed by Steve Hiett. Styled by Robert Rabensteiner.

PHOTO CREDITS: Glossy Newsstand

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